Palazzo De Bellat

L'attuale sede di municipio, biblioteca e ambulatori ed il "Museo degli usi e delle tradizioni telvate", erano nel secolo scorso, la casa padronale della famiglia De Bellat.

esterno del palazzo
esterno del palazzo © Comune di Telve - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Palazzo

Il palazzo, apparteneva, nel 1859 al dott. Gaspare D'Anna, e successivamente venduto alla famiglia De Bellat di Borgo e da quest'ultima fu venduto, negli anni ’70, al Comune di Telve.

 

Il palazzo venne ristrutturato rispettando le caratteristiche architettoniche più significative:

-internamente, il primo piano,  troviamo aperture ad arco risalenti probabilmente al secolo XIX.

-nel fabbricato, sede della biblioteca ed ambulatori abbiamo un piacevole fregio a girali floreali e una finta edicola barocca ad affresco con al centro la Vergine col Bambino.

 

Attualmente, ai piani superiori troviamo gli uffici comunali, mentre nelle altre zone sono stati ricavate la biblioteca, gli ambulatori comunali e il "Museo degli usi e delle tradizioni telvate".

 

Com’era il palazzo.

 

I fabbricati formavano un unico complesso ad "U" e l'attuale piazzale Depero costituiva l'orto.

Il fronte nord dell' edificio comprendeva numerosi avvolti nei seminterrati e gli appartamenti ai piani superiori.

Sul lato est stavano un porticato adibito a deposito agricolo e un fienile, oltre ad una fontana in pietra; al piano superiore un grande salone con una stufa ad "oIe" di pregiata fattura.

Il fabbricato a sera, unito al corpo centrale tramite una piccola stanza sopra l'attuale portico, comprendeva le stalle al piano terra, i fienili e l'abitazione dei dipendenti al primo piano, il granaio all'ultimo.

Modalità di accesso

L'accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato.

Gli accessi agli Uffici Comunali, Biblioteca, Museo, ambulatori sono regolati con propri orari di apertura.

Indirizzo

Ulteriori informazioni

Curiosità

 

La famiglia De Bellat, nota in passato come una delle più significative realtà agricole della Valsugana e forse del Trentino, ha sempre gestito l’attività rurale utilizzando dipendenti ed in particolare coloni provenienti dal Veneto.

Le proprietà si trovavano principalmente in Valsugana ed in particolare nel territorio di Borgo Valsugana e Telve Valsugana.

 

Da un indagine presso l’Ufficio del Libro Fondiario di Borgo Valsugana emerge che nel 1933 (prima visura) la ingente proprietà risultava intavolata a nome del cav. Luciano De Bellat.

 

Alla sua morte, avvenuta il 28 febbraio 1950, l’intera proprietà passa all’unico figlio cav. dott. Agostino il quale il 19 marzo 1965 redige il proprio testamento su consiglio dell’amico fraterno Giuseppe Andreaus.

Nel 1965 la proprietà passa alla Provincia Autonoma di Trento che fonderà l’attuale Fondazione De Bellat.

 

Nell’ultimo periodo della seconda guerra mondiale i tedeschi, a seguito di una retata effettuata in Valsugana e nel Tesino, ammassarono nel granaio del palazzo, in attesa di uno smistamento successivo, decine e decine di persone ritenute partigiani o loro simpatizzanti.

 

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