Chiesa di Santa Giustina

La Chiesa di Santa Giustina è situata su un colle in prossimità del Cimitero di Telve.

E’ orientata ad est, come era caratteristica delle costruzioni ecclesiastiche dell’epoca e offre una posizione panoramica e isolata rispetto al centro del paese.

La visita consente di apprezzare sia il contesto naturale che il patrimonio architettonico-religioso, offrendo un’immersione nella storia e nella cultura di Telve.

vista interno chiesa
vista interno chiesa © Comune di Telve - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Chiesa

Storia ed evoluzione architettonica

 

La chiesa risale al XIII-XIV secolo (la prima menzione risale al 1397) ed è dedicata a Santa Giustina e ha subito diverse ristrutturazioni e ampliamenti nel corso dei secoli, in particolare nel XVII secolo.

Originariamente era un’unica aula rettangolare con sopra la croce di ferro ancora visibile.

Nel 1798 fu benedetto il nuovo cimitero, vicino alla Chiesa.

A causa dei danneggiamenti subiti durante le guerre napoleoniche, la Chiesa fu sconsacrata e cadde in stato di semiabbandono, ma poi nel 1826 fu ribenedetta.

 

Nel 1896 la Chiesa fu ampliata di circa 3 mt; aperte due nuove finestre e ai lati dell’altare maggiore furono costruite due nicchie e poste al loro interno la statua della Madonna Mora e quella di Santa Teresa di Lisieux.

 

Nel 1920 fu restaurata a seguito dei danneggiamenti subiti durante la Grande Guerra.

 

Nel 1955 fu installata la luce elettrica.

 

Nel 1976 a seguito del terremoto furono ripristinate la volta e l’intonaco delle pareti.

 

Fra il 1982 ed 1984 la Chiesa fu completamente risanata mettendo alla luce i preziosi ed inaspettati affreschi medievali, successivamente restaurati.

 

All’esterno, sulla parete sud da notare le monumentali tombe delle famiglie nobiliari di Telve, Buffa, Trentinaglia ecc., per i pregevoli stemmi marmorei che le contraddistinguono.

 

Perché Santa Giustina

Santa Giustina di Padova era una giovane martire cristiana del III-IV secolo, vergine di nobile famiglia padovana, uccisa il 7 ottobre 304 a causa del suo rifiuto di rinnegare la fede e sposare un pagano, diventando una santa fondamentale per la Chiesa cattolica e patrona di Padova, venerata nella grande Basilica. La sua storia è legata alle persecuzioni di Diocleziano, subendo varie torture prima del martirio finale. 

La dedica a Santa Giustina, è da collegare al fatto che in quell’epoca erano frequenti gli scambi commerciali, culturali e religiosi con il confinante Veneto.

Altro motivo è che tutta la Valsugana fino al 1786, dipendeva dalla Diocesi di Feltre, dove il culto di questa santa era abbastanza diffuso.

 

Modalità di accesso

La Chiesa si trova in Via Santa Giustina in prossimità del Cimitero, vicino ad ampio parcheggio.

L’accesso non presenta barriere architettoniche.

Indirizzo

Ulteriori informazioni

Le opere più significative della Chiesa

 

All'interno della chiesa, i visitatori possono ammirare affreschi medievali e decorazioni artistiche che raccontano storie religiose e riflettono il patrimonio culturale della zona.

 

Gli affreschi

 

Parete Nord

Troviamo raffigurati quattordici personaggi, tutti con ampi mantelli, e un basamento formato da grandi riquadri colorati su cui sono disegnati cerchi di colore più scuro, forse per dare l'idea del ciottolato o del marmo.

I primi quattro personaggi sono figure femminili, tre in particolare rappresentano sicuramente delle sante e tutte hanno un oggetto in mano: corone dorate, un libro, un bastonicino, una palma; forse l'ultimo personaggio è proprio Santa Giustina.

La quinta figura è un santo con un bellissimo mantello giallo ocra.

Delle successive sei figure è rimasto purtroppo poco. Il numero delle figure allineate potrebbe far pensare al gruppo dei Santi Ausiliatori, ai quali si intercedeva nei momenti particolarmente difficili.

 

Parete sud

 La parete a sud è caratterizzata da San Michele Arcangelo, con stadera e lancia, da un Cristo in mandorla attorniato da angeli, dalla Madonna e da San Giovanni, inginocchiati.

 

I graffiti

Numerosi “graffiti”, tracciati con differenti grafie ed in epoche diverse, compaiono sugli affreschi, fra i quali:

-il più antico del 1463/61 (l’ultima cifra non chiara)si trova sulla tunica del Cristo Giudice;

-sullo scudo araldico inciso sulla terza figura, da sinistra, della parete nord troviamo il graffito di Gasparo Buffa;

-un graffito vergato con grafia in latino;

 

La Pala dell’Altare

 

Olio su tela opera di un pittore trentino, supposto “seguace di Paolo Veronese”.

In basso a destra, fra le zampe anteriori del cane e le gambe del soldato si legge una dicitura che riporta in numeri romani la presunta data di esecuzione della tela con delle iniziali: "MDCLXV / A. z." corrispondente all’anno 1666. Il dipinto è stato restaurato nel 2008 dalla restauratrice Enrica Vinante.

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