Castellalto giace sulle pendici meridionali del Monte Musiera, da dove si gode un panorama sul paese di Telve e la Valsugana. Il nome “Alto” del maniero era, appunto riferito alla sua posizione alta e solitaria rispetto all’altro sottostante castello di Arnana.
Il Castello di Castellalto a Telve (Trentino) è un'antica e imponente rovina medievale, situata su uno sperone roccioso.
Risale almeno al XII secolo e faceva parte di un sistema fortificato con altri castelli della zona (Castel Telvana, Castel San Pietro)-vedi mappa.
Si conserva qualche tratto di mura imponenti e parte del mastio, un tempo alto una quindicina di metri e coronato da una cuspide piramidale.
Si osservano delle tracce di un affresco medievale, ormai danneggiato sulla parete della probabile cappella, ed un arco datato 1556.
Tuttavia nel XVI° secolo fu uno dei più estesi e ricchi castelli della Valsugana, con i suoi 2.450 mq. di superficie.
Il Castello è proprietà dei baroni Buffa di Castellalto che recentemente nel 2011, l’hanno ceduto in comodato al Comune di Telve.
Per chi ama l’escursionismo turistico e la storia, è sicuramente una visita di sicuro interesse, per godere di una vista sul fondovalle e di una gratificante gita in mezzo al bosco.
Castellalto si può raggiungere scegliendo fra tre percorsi (vedi mappa):
I°percorso:
Dalla SP31 si devia per la Località Pozze e dopo circa un Km. si parcheggia e si prosegue a piedi per la strada forestale, fino ad un primo tornante e a sinistra si sale per un sentiero a gradoni fino al castello.
II°percorso:
Dalla SP31 si devia per la Località Maso Belvedere, si parcheggia e seguendo l’indicazione per il Castello si arriva dopo qualche decina di metri, sulla destra, all’imbocco del sentiero che porta al Castello.
A metà salita si incontrerà un sasso molto particolare, il “Sas de la sècia” il cui nome è dovuto ad un avvenimento particolare, narrato in una leggenda.
III°percorso:
Dalla SP65 si devia per la Località Parise, si parcheggia e seguendo le indicazioni si percorre una parte del “sentiero dei castagni e dei castelli” immersi nel bosco di castagni, larici e abeti, fino al Castello.
Attualmente il sentiero è inagibile per una frana.
I percorsi sono sconsigliati ai portatori di disabilità motorie.
Gli eventi ruotano principalmente attorno al castello medievale e alle manifestazioni legate all'Ecomuseo del Lagorai, come rievocazioni storiche (es. "Tracce di Medioevo")
per le date aggiornate, poiché gli eventi si svolgono in specifiche stagioni, come la primavera-estate.
Curiosità
La leggenda del “Sas de la sècia”
Si narra che lungo il sentiero che conduceva al Castello, si fosse seduto su un masso per riposare, un contadino che portava il vino della “decima”* al signorotto del castello.
Costui vedendolo lo accusò di voler imbrogliare il suo signore.
Così il povero sventurato avrebbe chiesto clemenza dicendo che se i secchi fossero rimasti incastrati nella roccia sarebbe stato segno della sua buonafede, viceversa si sarebbe sottoposto a giusta punizione.
Ovviamente i secchi rimasero incastonati nella roccia, così come testimoniano tutt’oggi quelle incisioni perfettamente circolari nel sasso.
E il signorotto dovette rinunciare così alla sua decima.
* tributo antico che consisteva nel versare al Signore del Castello, un decimo (10%) dei propri prodotti agricoli, del bestiame o delle entrate.
Si narra che…
…i contadini salendo per la ripida salita al castello sentissero i lamenti e le lugubri cantilene dei fantasmi dei contadini morti di stenti e fame per aver dovuto consegnare la “decima” anche negli anni di carestia.
Le anime tormentate ammonivano i poveri oppressi a ribellarsi ai tributi per non fare la loro stessa sorte.
…gli anziani di Telve, raccontano tutt’oggi che salendo al castello, nelle notti di luna piena, si potrebbero sentire ancora le cantilene di sventura e monito dei fantasmi, ma ascoltando attentamente,
alcuni dicono di aver sentito le anime dei contadini attribuirsi la soddisfazione di veder il castello in rovina.
…del diritto di “prima notte”* da parte dei castellani nei confronti delle giovani fanciulle del feudo.
* nelle leggende si parla di un presunto diritto del signore feudale di giacere con una serva o contadina nel suo primo matrimonio, prima dello sposo.
… Si narra di un cunicolo che collegava il castello con il sottostante Castel Arnana che sarebbe stato scavato sotto il Rio Nana.
Pare, secondo tali leggende che nel cunicolo tutt’oggi sono celati preziosi tesori, nascosti lì dai castellani. Tuttavia, oramai, i presunti tesori nascosti accumulati in forzieri di gioielli e
monete d’oro ed argento sono stati inghiottiti dalla montagna come vuole la leggenda.